Intervista a Beatrice

Umberto Eco e Beatrice Portinari

Quel maschilista di Dante

Umberto Eco intervista Beatrice: «Il poeta era maligno e invidioso»

ECO: Signora Beatrice…

BEATRICE: Sì, scusi, ho da fare. Sono subito da lei. .

ECO: Cosa fa?

BEATRICE: Cosa faccio? Faccio che c’ è la Francesca da Rimini. Sa quella grulla intervistata da Sanguineti? Si è messa nei guai come al solito. Tutti porci questi maschi! (…).

ECO: Come, scusi, non ha avuto rapporti con poeti e… (…).

BEATRICE: E chi?

ECO: Dante. Dante Alighieri.

BEATRICE: Per piacere, non mi parli di quello sciocco che m’ ha già dato sin troppi fastidi! Io non lo conoscevo neppure!

ECO: Lo so, lei non ha mai avuto rapporti diretti, ma vi vedevate da piccoli. Lei aveva nove anni o li aveva lui, non ricordo, vi siete incrociati…

BEATRICE: Ah, per incrociarci ci siamo incrociati tant’ altre volte. Sfido, per nov’ anni di seguito si è messo a fare il cascamorto. Si appostava su tutti i cantoni. Come giravo l’ angolo me lo trovavo davanti con gli occhi di pesce bollito, coi polsi che gli tremavano e le mie amiche cominciavano a prendermi a gabbo e io dovevo far finta di non accorgermene, ma ero noiosa, sa? Certe volte non uscivo per paura di incontrarlo.

ECO: Ma se lui si fosse dichiarato…

BEATRICE: Intanto, lui non si dichiarava perché non era il tipo. Balbettava parole in latino. Oh, quello con le donne non ci sapeva fare. Tutto di testa. Sa quei temperamenti solitari che l’ amore lo fanno nel sonno e basta?

ECO: Be’ , si è sposato.

BEATRICE: Con chi? Gemma? Povera santa! Lo chiamò matrimonio… Sì, lo so, ho capito, i figlioli, ma per fare i figlioli non ci vuole mica molto, dico per l’ uomo. Eh, è un fatto meccanico, tanto poi è la donna che li partorisce e li alleva. L’ omo… ecco, guardi il caso del suo amico.

ECO: Chi?

BEATRICE: Codesto suo Dante, come si chiama. Non vorrà mica dire che è amico mio! Cosa ha fatto? Tutta la vita a zonzo per il mondo all’ estero: Pisa, Treviso, Bologna, e non so dov’ altro insomma, alle spalle di qualche arricchito che si voleva tenere il poeta in casa.

ECO: Ma lui non era mica contento. Diceva sempre che il pane altrui sa di sale.

BEATRICE: Intanto lo mangiava il pane altrui. Lui mangiava il pane che sa di sale e la moglie a casa ad allattare i piccoli. Ma non mi faccia parlare, la prego! Ma, dicevo, certo che non si è dichiarato e purtroppo! Perché, almeno, se faceva tanto da aprire la bocca gli davo la baia una volta per tutte! Una volta l’ ho persino salutato per provocarlo, ma lui zitto, guardone, con quegli occhi foschi e quel naso… oh, Dio mio! Ma ha presente il naso? E quello voleva fare il vagheggino con me che, non fo per dire eh, ma allora ero una ragazza che quando passava vestita di nobilissimo colore ogni lingua la diventava tremando muta. I maschi, lo sa meglio di me, loro non pensano che a quella cosa. Adesso, si sa, sono sciupata perché la maternità non fa bene a nessuno. No, la maternità in sé, non dico, è tutto un rifiorir del corpo, ma è il modo in cui poi ce la fanno gestire, diventa una schiavitù. Non creda che io sia una santarellina che l’ amore non m’ abbia mai interessato. No, no, guardi, già allora i miei ragazzini, oh via, i miei flirtini li avevo e quando camminavo davo «per gli occhi una dolcezza al core, che ‘ ntender no’ la può chi no’ la prova». E poi io all’ amore fisico ci credo. Fare all’ amore fa bene, è fisiologico, è natura! Guardi Pia de’ Tolomei che faceva tanto la schifiltosetta, come la s’ è ridotta, sembra uno straccetto: pallida, coi brufoli. Ma devono essere scelte libere. Una donna è un essere umano e non deve essere usata a comando! Porco sciovinista maschio, il Signor Alighieri! Guardi, guardi, chiudiamo il discorso che l’ è meglio!

ECO: Adesso, però, non può dire che Dante l’ abbia usata. Non l’ ha toccata neppure con un dito.

BEATRICE: Ah, perché lei una donna la usano solo quando, insomma… solo quando si fan le cose a nanna? Ma via, non facciamo gli ipocriti! Non volevo parlarne, ma siccome lei è qui è perché le cose le sa meglio di me. Allora parliamone. Il Signor Alighieri non mi ha usata, vero? Lui mi ha rispettata, è così? Non ha cercato di gestirmi, no? Ha rispettato la mi’ libertà? È questo che la vuol dire? Avanti! Dica! Avanti!

ECO: Il Signor Alighieri ha fatto di lei la sua musa, la sua ispiratrice, l’ ha, come dire, angelicata.

BEATRICE: Ma se si fosse angelicata la su’ Gemma Donati o quella Pietra là… sa chi voglio dire. Ma scusi, una donna ha anche un’ immagine umana, pubblica, e che diritto aveva lui, visto che non c’ ero andata nemmeno a letto, ma che dico a letto! Quello, buono lui! Un bacetto, dico, un piedino sotto il tavolo. Che diritto aveva lui, dicevo, di farmi fare quella parte? Ancora adesso non posso andare in giro che mi segnano a dito. «Vedi quella? È lei che ha detto a Dante che… È lei che l’ ha portato…». Il diavolo che sia! E Beatrice di qua e Beatrice di là, la donna angelicata, quella che gira per le sfere celesti. «Ma, ma mi faccia vedere, signora, se ha gli occhi divini e le faville d’ amore», «Come ha detto quella cosa su Firenze?». E qui e là… Uffa! Ma io che c’ entro! Che c’ entro! Ah, non è usarmi, farmi passare per una che ti sciorina delle idee sulla Chiesa e l’ Impero? Che ancora un po’ e dicono che sono stata io a ‘ nventare la Camera dei Fasci e le Corporazioni. Perché su Dante, lei lo sa, non solo era un porco maschio sciovinista, ma era anche un uomo di destra! Uno che se poteva faceva il colpo di Stato domani e per di più cattivo, maligno, invidioso, vendicativo e meschino! E io, senza sapere niente, senza essere stata interpellata, io a tenergli bordone, perché… perché agli occhi del mondo io sono quella che gli passava le idee! Già, sono la sua donna. E questo lei non lo chiama usare, possedere, gestire la mia femminilità! Strumentalizzarmi, proletarizzarmi! E con che diritto? Chi lo aveva autorizzato? A chi ha chiesto il permesso! Mi ha messo in piazza, ha distrutto la mia vita privata. Mio marito arrivava a casa con gli occhi fuori dalla testa perché le male lingue, e si sa… «Cosa c’ è stato tra te e quello speziale?», «Ma caro ti giuro che…», «Eppure lui va in giro a dire…». Capito che inferno? Perché gli uomini son fatti così. Passa una che non c’ hanno mai parlato insieme e loro lì al bar con gli amici: «Io quella… che donna, ragazzi! Mi ha fatto vedere le stelle… mi sembrava di toccare il cielo con un dito… sentivo cantare gli angeli…». Cacciaballe! Porci! Frustrati! Mammoni! Bambini! Fallocrati!

ECO: Ma, ma lei la mette troppo sul sesso.

BEATRICE: Io? Lui, la metteva sul sesso! Sì, lo so, platonico, angelicato, sublimato. Be’ , guardi, l’ è sesso anche quello, anzi peggio! Pornografia, strip-tease letterario, amore con la polaroid! (…)

Eco Umberto

(20 novembre 2006) – Corriere della Sera

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