COERENZA E COESIONE, queste sconosciute

29 regole cristalline

Un testo è chiaro se i suoi contenuti informativi sono ben riconoscibili e interpretabili da parte del destinatario e se la loro concatenazione logica rispetta uno sviluppo coerente e graduale rispetto alle conoscenze pregresse del destinatario e alle sue aspettative di conoscenza dell’argomento trattato.

Un testo è preciso se le parole usate e le connessioni logiche tra le frasi risultano univoche ed esplicite. La vaghezza e l’ambiguità lessicali, infatti, favoriscono incertezze nell’interpretazione del testo, e connettivi frasali troppo lunghi, arcaici o involuti ne rallentano la comprensione.

Un testo è coerente dal punto di vista linguistico se permette di riconoscere senza equivoci quando ci si riferisce a uno stesso argomento e se permette anche di seguirne lo sviluppo logico.

Un testo è semplice se dà la preferenza a parole conosciute dalla maggior parte dei cittadini o se riesce a parafrasare o a spiegare con sinonimi o esempi gli inevitabili tecnicismi, e se organizza i periodi in modo lineare con poche subordinate e con un uso adeguato della punteggiatura.

Un testo è economico se contiene tutto quello che è necessario e solo quello che è adeguato allo sviluppo del suo contenuto. In particolare, un testo ben costruito è privo di ridondanze, cioè parole e frasi che ripropongono inutilmente concetti già espressi.

I principi di chiarezza, precisione, coerenza, semplicità ed economia possono, in singoli contesti, entrare in conflitto tra loro. Si tratta di trovare, di volta in volta, il punto di equilibrio tra questi principi.

Questo testo cristallino è tratto dalla Guida alla redazione degli atti amministrativi. Regole e suggerimenti a cura dell’Istituto di teorie e tecniche dell’informazione giuridica del CNR e dell’Accademia della Crusca, presentata venerdì scorso a Firenze.
La Guida si può scaricare dal web, previa registrazione.
Trovarla non è stato semplice, ne ho inseguito le tracce a partire da un tweet di una ventina di giorni fa. Il sito dell’Accademia della Crusca non la menziona nemmeno o forse non ancora.
La guida è piuttosto specialistica e non rinuncia al pomposo e antiquato “Preambolo”, però le 29 Regole linguistiche per la stesura degli atti amministrativi (pgg. 19-51), pur non offrendo indicazioni nuove rispetto ad altre guide che ho già segnalato, sono fatte veramente bene e sono utili a tutti, anche a chi scrive procedure in azienda.

fonte, il blog di Luisa Carrada

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