L’UOMO CHE PESCAVA FIABE, di Pietro Rainero

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A Copenaghen c’è una strada che ha lo strano nome di Hyskenstraede, vicolo di Hysken, e perché si chiama così e cosa significa?

Io non lo so, ma so per certo che  in questa strada, al numero 46, tra due casette di color rosso, c’era la bottega del vecchio Niels Peitersen, un pescatore di 72 anni.

E ti assicuro che chi transitava per lo stretto vicolo poteva leggere senza fatica, dipinta in color nero sulla porta di legno, lasciata sempre aperta, la scritta “L’antro di Niels” e se incuriosito sbirciava all’interno, poteva osservare il pescatore intento a rammendare vecchie reti da pesca, ormai in disuso. Il vicolo di Hysken, già lo saprai, si trova nel quartiere di Indre By, e dista poche centinaia di passi dal Nyhavn, il vecchio porto della capitale danese, anche se il nome significa Porto Nuovo.

E tutti i giorni a bordo della sua barca, al calar della notte, il signor Peitersen si allontanava dai colorati edifici che cingevano e facevano da cornice alle acque ed alle banchine del vecchio porto e, remando remando, si dirigeva deciso in direzione della costa svedese.

Giunto poi a metà strada tra la sua Copenaghen e la vicina Malmoe, proprio nel bel mezzo dello stretto dell’Oresund, che divide gli svedesi dai danesi, gettava le reti ed aspettava fiducioso. Di solito i primi chiarori dell’alba trovavano le reti del signor Niels gonfie di pesci di ogni taglia e di ogni peso, impigliati nelle maglie. Ma un bel dì, o meglio una bella notte, si presentò al caro pescatore una inaspettata sorpresa!

Insieme a merluzzi, sogliole e passere di mare vide, sgranando tanto d’occhi, una bottiglia ben sigillata, il cui vetro di color verde lasciava però intravvedere, all’interno, un foglio arrotolato.

Il vecchio Niels, assai incuriosito, tolse il tappo e srotolò la carta arricciata.

Il foglio conteneva un racconto, che narrava di una bellissima principessa sirena, che viveva con la sua famiglia nel suo palazzo reale sul fondo dell’oceano e che incominciava proprio così:

Lontano lontano, in alto mare, l’acqua è azzurra come i petali del più bel fiordaliso, e limpida come il più puro cristallo. Ma è molto profonda, più profonda di ogni scandaglio….

La storia era così bella, ma così bella, che il gentile signor Peitersen si disse, fra sé e sé: “la porterò a casa, e la racconterò a mio nipote Haage ed ai suoi amichetti; a loro piacerà sicuramente molto!”.

E così, quel pomeriggio, il nostro amico pescatore non lavorò a ricucir vecchie reti malandate, ma lesse ad alta voce, nella sua bottega, quella stupenda fiaba. Ed il nipotino Haage, ma anche i suoi amici Mathias, Mikkel, Victor ed Astrid, rimasero incantati a bocca aperta ad ascoltarlo ed a immaginar le avventure di quella sirena, di nome Marina.

Qualche notte più tardi, poi, durante la solita uscita notturna per la pesca, al signor Niels capitò di nuovo di trovare, insieme ai pesci, un foglio accartocciato nascosto in un barile di latta.

Aprendo il foglio, questa volta lesse:

Da dove viene la storia? Vuoi saperlo? Ci viene dal barile, quello con dentro le vecchie carte…..

Anche questa narrazione, che parlava di una zia che donava molti dolci al proprio nipote quando questi era piccolo, era bellissima. Sapete cosa fece questa volta il signor Peitersen? Avete indovinato!! Portò i fogli a casa, come la volta prima, e lesse di nuovo la storia ai bimbi del suo quartiere.

E, in quello strano mese di novembre del 1875, una volta o due alla settimana, al signor Peitersen capitò di pescar, insieme a naselli, halibut e gustosi salmoni, di pescar ancora fiabe!

A volte riposte in bottiglie, a volte nascoste in bidoni, a volte accompagnate da bottiglie di vino, ed a volte da barili di olio. Le scovava al largo, nel mezzo dell’Oresund, lo stretto che unisce Mar del Nord e Mar Baltico. Gli capitò, una notte, di trovar impressa, in bella scrittura, questa frase d’inizio:

Faceva un freddo terribile; nevicava e cominciava a scendere il buio; era anche l’ultima sera dell’anno, la vigilia di Capodanno. Con quel freddo …..

 Come finiva la fiaba?! Sapete che siete curiosi? Comunque ve lo svelo: che  il corpo senza vita di una piccola fanciulla viene ritrovato il mattino seguente nella neve, con un sorriso in volto e un mazzetto di fiammiferi spenti in mano. Molto triste, ma molto bella, la storia.

Un’altra volta il nostro pescò un testo che incominciava così:

Molto lontano da qui, dove volano le rondini quando da noi è inverno, viveva un Re con undici figli e una sola figlia, Elisa. ….

oppure, era già una notte di dicembre:

C’era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma ella doveva essere una principessa vera, una fanciulla di sangue blu…..

una volta il  testo diceva:

A Copenaghen c’è una strada che ha lo strano nome di Hyskenstraede, vicolo di Hysken, e perché si chiama così e cosa significa? ….

ed un’altra ancora:

Sai certamente che cosa è una lente di ingrandimento, una specie di occhiale che rende tutto cento volte più grande di quello che è.   ………

e per altre notti  il signor Niels continuò a pescare, nel tratto di mare tra Malmoe e Copenaghen, pesci, grandi e piccoli, bidoni contenenti fiabe e bottiglie di buon vino, e pure bottiglie piene di favole.

Per la gioia incontenibile dei bimbi della capitale danese, che sempre più numerosi riempivano ormai ogni pomeriggio la sua bottega, con gli occhi sognanti e lo stupore nel viso.

Ma un brutto giorno sul finir dell’annata, una sera in cui faceva un freddo terribile; nevicava e cominciava a scendere il buio; era anche l’ultima sera dell’anno, la vigilia di capodanno, il caro, vecchio e gentile signor Niels Peitersen si ammalò e morì.

Morì senza vedere l’anno nuovo; smise quindi di pescar fiabe e di raccontarle. Di narrarle ai bimbi che pensavano che lui le inventasse per loro, che pendevano dalle sue labbra sognando mondi lontani, colorati, fantastici e arcani.

Sapete cosa vi dico? Io credo proprio che da quel giorno, da quel brutto giorno, il quartiere di Indre By sia un poco più povero, credo che Copenaghen sia un po’ più povera.

Anzi che la Danimarca tutta con l’intera Europa, insieme al Mondo, siano più povere.

Giunto a questo punto, caro lettore, ti sarai indubbiamente già posto una domanda: come mai le fiabe di Andersen (le hai riconosciute, vero?), le fiabe del grande scrittore nuotassero nell’acqua del mare, sigillate in bottiglie in attesa di essere catturate dalle reti di un pescatore, lontano lontano, in alto mare, dove l’acqua è azzurra come i petali del più bel fiordaliso, e limpida come il più puro cristallo. Ma è molto profonda, più profonda di ogni scandaglio…..

Già! Come mai le storie intitolate La sirenetta, La Zia Maldidenti, La piccola fiammiferaia, I cigni selvatici, La principessa sul pisello, Il berretto da notte dello scapolo, La goccia d’acqua, Il brutto anatroccolo ed ancora altre ed altre, fossero finite nell’Oresund, annegate nell’acqua indecisa fra il Mar Baltico ed il Mar del Nord.

Ho altro da fare, ma te lo racconto lo stesso!

Devi sapere dunque che Odense, che si trova sull’isola di Fionia e dove stava la casa di Andersen, è lambita dal fiume omonimo, che sfocia poi più a Nord, nelle gelide onde dello stretto di Kattegat.

E, di tanto in tanto, la località è bersagliata da violenti nubifragi che lasciano cader sui tetti delle sue case, ma anche nei giardini e nei vicoli, enormi gocce di acqua, gocce così grandi che, se viste con la lente di ingrandimento, svelano un intero mondo dentro di sé. Sai certamente che cosa è una lente di ingrandimento, una specie di occhiale che rende tutto cento volte più grande di quello che è.

Proprio durante uno di questi allagamenti, dunque, la cantina della casa del signor Andersen, in via Soendergaard al numero 5, si inzuppò d’acqua, acqua che accarezzò le bottiglie nelle quali lo scrittore era uso custodire al riparo di sguardi indiscreti le sue creazioni ancora inedite.

La stessa acqua non stentò poi a convincere quei bidoni, botti o bottiglie che fossero a seguirla, ed andò a depositarsi, dopo qualche giorno e secondo una consueta tradizione, nello stretto di Kattegat, come già detto.

Ed ecco perché qualche mese dopo, e quando ormai lo scrittore era morto, il signor Niels Peitersen, anzi ad essere precisi il signor  Niels Kasper Peitersen, recuperò quelle bellissime storie che se ne stavano chiuse in protettivi bozzoli di vetro, quasi avvertissero di essere troppo preziose per morire, per scomparire per sempre.

Ed è grazie a lui, caro lettore, che oggi tutti i bimbi del mondo, ma proprio tutti, e non solo quelli che sono danesi, possono gustare le avvincenti avventure concepite dalla ineguagliabile fantasia del signor Hans Andersen, anzi ad essere pignoli del signor Hans Christian Andersen.

Da dove viene dunque ciascuna delle sue storie?

Da dove viene la storia? Vuoi saperlo? Ci viene dal bidone, quello con dentro le vecchie carte…..

 

 

PIETRO RAINERO

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